Foraggio sostenibile in coltura fuorisuolo

Il progressivo incremento dei sistemi di produzione fuori suolo del foraggio per l’alimentazione del bestiame si deve

  • al prezzo elevato dei cereali di origine biologica
  • alla progressiva scarsità di acqua
  • ai ridotti tempi di produzione
  • al ridotto consumo di acqua (1 lt/kg)
  • alla riduzione nell’uso del suolo
  • alla costanza nella fornitura, indipendente dalle condizioni ambientali
  • alla riduzione dei costi di manodopera unitari
  • alla sostenibilità finanziaria dell’investimento in strutture ed impianti

foraggere

Grano, orzo, avena allevati su letti (bancali multipiano) sono pronti in sette giorni. Si sfruttano ambienti chiusi, vecchi magazzini, serre, ombrai. Il ciclo prevede: semi, inumiditi per 12 a 24 ore, distribuiti su letti, irrigati con nutrienti minerali due o tre volte al giorno per sette giorni, illuminati con luci a LED foto selettive.
Al termine del ciclo di sette giorni, i cereali possono essere raccolti e somministrati al bestiame.

La ricerca, su questa metodologia di produzione del foraggio, condotta negli Stati Uniti e in Australia, afferma:

  • la maggior digeribilità
  • alti zuccheri
  • ricchezza in fibre
  • energia netta paragonabile alle coltivazioni in suolo

Nel mondo, ricerche sono in corso in molti centri, e, tra questi al West Central Research and Outreach Center (WCROC) al fine di stabilire i potenziali benefici di questa fonte sulla alimentazione dei bovini da latte e sui prodotti derivati.

Si studiano

  • l’utilizzo di cereali alternativi
  • i contenuti in proteine, fibre digeribili, in vitamine (B-carotene), oligoelementi, ormoni, fattori di crescita, enzimi
  • l’integrazione in % con la dieta tradizionale dei bovini al pascolo
  • gli effetti sul potenziale di crescita dei capi allevati, sul latte e sui derivati

Le strutture ed i mezzi utilizzati possono essere semplici e non richiedere grandi investimenti. Tuttavia il controllo della temperatura è richiesto per evitare lo sviluppo di funghi e agenti patogeni. In alternativa si utilizzano trattamenti foto chimici dei letti di coltivazione.

La stabilizzazione post raccolta con raggi UV ne consente la maggiore conservabilità ed utilizzo.

PER  ULTERIORI INFO DETTAGLIATE/RICHIESTE SCRIVERE A: info@pti.bio

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