Siepe ad arbusti della flora mellifera in areale mediterraneo

Gli arbusti e, con essi le siepi, sono tra le piante visitate dalle api sia per il polline che per il nettare mentre gli alberi dominano tra quelle visitate solamente per il polline. Le piante che offrono polline e nettare, rispetto a quelle che offrono un solo tipo di ricompensa, hanno un’elevata probabilità di essere visitate da più api. Sono piante in gran parte ermafrodite.

Le specie legnose con maggiore importanza apistica appartengono, almeno nell’ambiente mediterraneo, alle famiglie delle Ericaceae, delle Labiatae, delle Leguminosae, delle Rosaceae, delle Cistaceae, delle Fagaceae (genere quercus in particolare).

Per la piantumazione di una siepe arbustiva l’operazione preliminare prevede la bonifica del sito e la eliminazione di elementi estranei, la ripulitura del terreno, il ripristino del suolo agrario nelle parti erose, la sistemazione manuale del terreno per il successivo insediamento della vegetazione naturale, la messa a dimora.

La piantumazione, nel rispetto delle curve di livello, sarà eseguita con le seguenti modalità operative: apertura manuale della buca di dimensioni prossime al volume dell’apparato radicale, posa delle radici con terra di superficie, rinterro e primo adacquamento.

Per l’impianto delle essenze della flora autoctona saranno utilizzati i seguenti accorgimenti esecutivi, propri della tecnica di “ingegneria naturalistica” e dei criteri di tutela ed incremento della biodiversità:

  • sesti d’impianto, irregolari, con disposizione a mosaico;
  • messa a dimora delle piante in buche predisposte manualmente;
  • periodo di piantumazione coincidente con quello delle piogge persistenti;

pimgpsh_fullsize_distr

thymus spinulosus – pianta endemica e rarissima – a rischio erosione genetica –  esemplare rinvenuto nei pressi di Pantalica (Siracusa)

L’impianto sarà costituito da un mix di specie autoctone mediterranee a portamento arbustivo impollinate da insetti, per lo più api appartenenti ai generi andrena, lasioglossum, halictus, anthophora, eecera, ho – plitis, anthocopa, megachile e chalicodoma, apis mellifera – Specie:

Arbutus unedo L. – Asparagus acutifolius L. – Calycotome spinosa – Capparis spinosa L. – Chamaerops humilis L. – Cistus incanus L. – Cistus monspeliensis L.  – Cistus salvifolius L. – Crategus monogyna Jacq. – Erica manipuliflora Salisb. – Erica multiflora L. – Erica scoparia L – Erica umbellata L. – Euonimus europaeus L. – Hedera helix L. – Laurus nobilis L. – Lavandula angustifolia L. – Lavandula stoechas L. – Myrtus communis L. – Phillyrea latifolia L. – Pistacia lentiscus – Punica granatum L. – Retama monosperma Boiss. – Rhamnus alaternus L. – Rosa canina L. – Rosmarinus officinalis L. Rubus ulmifolius Schott. – Salvia officinalis L. – Teucrium fruticans L. – Thymus capitatus Hffm. – Thymus vulgaris L. – Viburnum tinus L.

Ordinate in siepe della larghezza massima di tre metri, piantumate a distanza regolare lungo la fila, con disposizione a mosaico, in accordo con:

  • l’analisi fitosociologica dell’area di intervento
  • la tutela della biodiversità
  • la preservazione genetica del germoplasma e degli endemismi presenti
  • l’incremento della ricchezza floristica
  • il miglioramento del potenziale forestale espresso in chiave fitosociologica, sindinamica, paesaggistica
  • il miglioramento della  infrastrutturazione ecologica dell’area
  • la mitigazione del rischio idrogeologico

siepe-mellifera

 erica multiflora, fotografata sull’altopiano Ibleo (Ragusa), tra le specie di maggiore interesse apistico – dall’abbondante  fioritura primaverile

PER  ULTERIORI INFO DETTAGLIATE/RICHIESTE SCRIVERE A: info@pti.bio

logo_big

Lascia un commento